Delega Email Malevola: Additional Email Delegate Permissions (T1098.002)

La tecnica T1098.002 descrive l'abuso dei meccanismi di delega delle caselle di posta per garantire persistenza e, in molti casi, un'escalation di privilegi funzionale sulle comunicazioni aziendali. Un attaccante che ha già compromesso un account con diritti sufficienti concede permessi aggiuntivi — FullAccess, SendAs, ApplicationImpersonation, o ruoli su cartelle come Inbox e Top of Information Store — a un'identità sotto il proprio controllo, mantenendo così l'accesso alla corrispondenza anche dopo un reset di password della vittima originale.

MITRE ATT&CK mappa questa tecnica sulle tattiche TA0003 (Persistence) e TA0004 (Privilege Escalation), poiché il meccanismo copre sia il mantenimento dell'accesso attraverso interruzioni sia l'ottenimento di prerogative superiori nel contesto della piattaforma di messaggistica. Nella kill chain si colloca nella fase post-compromise, tipicamente dopo un Initial Access via phishing o password spraying e prima di attività di Collection ed Exfiltration.

L'impatto è significativo: la telemetria MITRE cita 3 gruppi APT e 2 campagne documentate, tra cui il SolarWinds Compromise e HomeLand Justice. Nei contesti BEC (Business Email Compromise), la delega abusiva consente di leggere mesi di comunicazioni riservate, orchestrare frodi finanziarie e lanciare Internal Spearphishing da mittenti trusted, aggirando i filtri antispam perimetrali. Ambienti target primari: Microsoft Exchange on-premises, Microsoft 365 e Google Workspace.

In un ingaggio red team la simulazione di T1098.002 parte dalla premessa di aver già ottenuto credenziali con ruolo Exchange Administrator, Global Administrator o quantomeno un account con diritto di modificare i permessi della propria mailbox. L'obiettivo è dimostrare come un persistence hook via delega email possa sopravvivere a rotazioni di password e reset MFA della vittima originale.

Su Microsoft 365 / Exchange Online il modulo di riferimento è ExchangeOnlineManagement (open source, distribuito via PowerShell Gallery). Dopo autenticazione con Connect-ExchangeOnline, il comando classico per aggiungere permessi completi è:

Add-MailboxPermission -Identity target@corp.com -User attacker@corp.com -AccessRights FullAccess -InheritanceType All

Per inviare messaggi come la vittima si combina con:

Add-RecipientPermission -Identity target@corp.com -Trustee attacker@corp.com -AccessRights SendAs

Una variante più stealth, osservata in campagne reali, sfrutta i permessi a livello di singola cartella tramite Set-MailboxFolderPermission, assegnando ruolo Reviewer all'identità Default o Anonymous sulla cartella Inbox — in questo modo qualunque account del tenant può leggere la posta senza comparire come delegato esplicito nelle GUI amministrative.

Per scenari di impersonation su larga scala, replicando il pattern di APT28, APT29 e HomeLand Justice, si assegna il ruolo ApplicationImpersonation a un service principal o a un account di servizio:

New-ManagementRoleAssignment -Role ApplicationImpersonation -User svc-backup@corp.com

Questo ruolo consente di impersonare qualsiasi mailbox del tenant tramite EWS o Graph API, ideale per pipeline di collection automatizzate.

Su Google Workspace l'equivalente è la delega Gmail configurabile via gam (open source, GAMADV-XTD3 su GitHub). Il comando gam user target@corp.com delegate to attacker@corp.com replica la logica, mentre l'abilitazione tenant-wide passa dalla Google Admin console.

Per la fase di collection post-delega, tool utili in laboratorio sono MailSniper (open source) per enumerare mailbox e ricercare pattern nelle inbox delegate via OWA/EWS, e ROADtools (open source) per mappare i permessi Azure AD e identificare service principal con Mail.Read o Mail.ReadWrite concessi — pattern osservato nel SolarWinds Compromise.

Regola operativa: documentare puntualmente ogni cmdlet eseguito con timestamp, poiché il blue team userà proprio questi eventi come ground truth per validare le proprie detection.

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