Raccolta Informazioni di Rete: Gather Victim Network Information (T1590)
La raccolta di informazioni sulla rete della vittima è una tecnica di ricognizione (TA0043 - Reconnaissance) con cui un avversario costruisce una mappa dell'infrastruttura bersaglio prima di sferrare l'attacco. L'obiettivo è ottenere dati amministrativi come range IP, nomi di dominio, record DNS, ma anche dettagli sulla topologia e sulle operazioni di rete: segmentazioni, relazioni di fiducia, sistemi esposti.
Si tratta di un'attività pre-compromise, collocata nella fase iniziale della kill chain, prima ancora dell'Initial Access. L'informazione viene ottenuta in modi diversi: raccolta diretta tramite scansione attiva o phishing mirato, oppure consultazione passiva di dataset accessibili come database tecnici pubblici, registri WHOIS e certificate transparency.
Il valore strategico è notevole. La conoscenza della rete alimenta le fasi successive dell'operazione: guida ulteriori attività di ricognizione, aiuta a stabilire risorse operative (acquisizione o compromissione di infrastruttura) e può abilitare l'accesso iniziale sfruttando relazioni di fiducia tra organizzazioni.
Secondo i dati disponibili, la tecnica risulta associata a 3 gruppi APT noti e a 1 mitigazione. La difficoltà difensiva è strutturale: gran parte dell'attività avviene fuori dal perimetro monitorabile dell'organizzazione, il che rende la rilevazione diretta poco praticabile e sposta l'attenzione difensiva verso la riduzione della superficie informativa esposta e verso le fasi successive dell'intrusione, dove i segnali diventano osservabili.
In un esercizio red team questa fase va simulata in modo lab-safe, limitando la raccolta a bersagli autorizzati e a fonti pubbliche già disponibili. L'obiettivo è ricostruire la mappa di rete del target senza toccare direttamente i suoi sistemi, distinguendo tra ricognizione passiva e attiva.
La parte passiva parte dai registri pubblici. Per interrogare WHOIS e assegnazioni di rete si usa il comando whois
Per automatizzare la correlazione OSINT sono utili framework consolidati:
- Recon-ng (open source), che struttura la raccolta in moduli e workspace;
- SpiderFoot (freemium), che aggrega WHOIS, DNS, netblock e certificati;
- Amass del progetto OWASP (open source), per la mappatura di sottodomini e ASN tramite amass enum -d
; - theHarvester (open source), per raccogliere host e domini associati.
L'enumerazione dei netblock passa anche dai motori di scansione Internet. Su Shodan (freemium) si interroga la superficie esterna con shodan host
La fase attiva, autorizzata, ricostruisce la topologia interna una volta ottenuto un punto d'appoggio. Qui l'operatore emula i comportamenti osservati nei gruppi reali: Indrik Spider ha impiegato l'utility Advanced Port Scanner e Lansweeper per la ricognizione interna, oltre ad accedere a VMware vCenter per estrarre configurazioni host e informazioni sui cluster. In laboratorio, la mappatura dei segmenti si simula con nmap -sn
Un punto d'attenzione emerso dai dati: HAFNIUM raccoglieva gli FQDN dei server Exchange bersaglio. In un test, individuare gli FQDN dei sistemi di posta e dei servizi esposti è un obiettivo realistico da includere nella pianificazione, perché anticipa le catene di sfruttamento successive. La regola resta ridurre l'impronta: preferire fonti passive e documentare ogni interazione attiva.
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