Enumerazione Account Locali: Local Account Discovery (T1087.001)

La tecnica T1087.001 descrive l'enumerazione degli account locali su un sistema compromesso, un'attività che rientra nella tattica TA0007 (Discovery) del framework MITRE ATT&CK. Dopo aver ottenuto l'accesso iniziale, l'attaccante ha bisogno di orientarsi nell'ambiente: sapere quali utenti esistono, chi appartiene al gruppo amministratori e quali sessioni sono attive è propedeutico a movimenti laterali, escalation di privilegi e persistenza mirata.

Gli strumenti impiegati sono quasi sempre binari nativi del sistema operativo, il che rende la tecnica particolarmente insidiosa: su Windows si osservano net user, net localgroup e net group; su Linux la lettura di /etc/passwd o l'uso di id e groups; su macOS il comando dscl . list /Users; sugli hypervisor ESXi il comando esxcli system account list. L'assenza di eseguibili di terze parti riduce la superficie di detection basata su firme e sposta la difesa sul piano comportamentale.

I numeri raccontano la diffusione della tecnica: 18 gruppi APT documentati, 44 famiglie di malware che la implementano nativamente e almeno una campagna di rilievo (Operation CuckooBees). Gruppi come APT1, APT41, Volt Typhoon, Turla, OilRig e Ke3chang la utilizzano in modo pressoché identico, segno che si tratta di un pattern operativo consolidato nell'intero ecosistema offensivo, dai gruppi state-sponsored ai ransomware operator.

In un'operazione red team l'enumerazione degli account locali è tra le prime azioni post-exploitation. Su Windows la baseline resta il modulo Net del sistema operativo: net user elenca gli account locali, net localgroup administrators mostra i membri del gruppo amministrativo, net user restituisce dettagli su ultimo logon, appartenenze di gruppo e stato dell'account. Il comando quser completa il quadro elencando le sessioni interattive attive, replicando l'approccio osservato in Volt Typhoon.

Per restare vicino al comportamento dei threat actor documentati, la sequenza tipica ricalca quella di OilRig e admin@338:

  • net user
  • net user /domain
  • net localgroup administrators
  • net group "Domain Admins" /domain

In ambienti dove PowerShell è disponibile, i cmdlet Get-LocalUser e Get-LocalGroupMember -Group Administrators offrono output strutturato più facile da parsare. Framework come PowerSploit (open source) espongono Get-ProcessTokenGroup del modulo Privesc-PowerUp per enumerare i SID associati al token corrente, mentre PowerView (open source, parte di PowerSploit) e Pywerview (open source) coprono anche la parte di dominio.

Per la fase di analisi delle relazioni tra utenti, gruppi e sessioni, BloodHound (open source) è lo standard de facto: il collector SharpHound raccoglie i dati con SharpHound.exe -c LocalGroup,Session,LoggedOn e la GUI evidenzia percorsi di attacco verso account privilegiati. Empire (open source) e PoshC2 (open source) integrano moduli equivalenti nei rispettivi agent.

Su Linux la strada più silenziosa è la lettura diretta di /etc/passwd con cat o less, seguita da getent passwd per includere anche le fonti NSS come LDAP. I comandi id, groups e w completano l'enumerazione delle sessioni. La webshell P.A.S. utilizza esattamente questo approccio.

Su macOS il comando canonico è dscl . list /Users, filtrabile con dscl . list /Users | grep -v '^_' per escludere gli account di sistema. In alternativa dscacheutil -q user interroga la cache del Directory Service.

Sugli hypervisor ESXi, spesso trascurati nei playbook offensivi ma sempre più bersagliati dai gruppi ransomware, il comando esxcli system account list elenca gli account locali con relativi ruoli. In lab, per evitare rumore inutile, è buona pratica raccogliere l'output in un file locale (come fa Kwampirs o admin@338 con net user >> %temp%\download) ed esfiltrarlo in un secondo momento tramite il canale C2 già stabilito.

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