Mappatura della Rete Vittima: Network Topology (T1590.004)

La raccolta di informazioni sulla topologia di rete di un bersaglio è una tecnica di ricognizione (TA0043 - Reconnaissance) con cui un avversario ricostruisce la disposizione fisica e logica degli ambienti di rete, sia quelli esposti verso l'esterno sia quelli interni. L'obiettivo è ottenere una mappa che comprenda dispositivi come gateway, router e switch, segmenti di rete, relazioni di trust e percorsi tra subnet.

Questa conoscenza non ha valore in sé, ma alimenta le fasi successive del ciclo di vita dell'attacco: individuare bersagli per scansioni più mirate, scegliere dove piazzare infrastruttura di comando e controllo e identificare punti d'ingresso come servizi remoti esposti. La ricognizione topologica può avvenire in modi diversi, dalla raccolta diretta tramite scansione attiva o phishing informativo, fino allo scraping di dati esposti su siti web di proprietà della vittima o database tecnici pubblici.

Trattandosi di una tecnica pre-compromise, gran parte dell'attività si svolge fuori dal perimetro di visibilità della vittima, il che rende la rilevazione diretta molto difficile e ad alto tasso di falsi positivi. L'impatto è indiretto ma sostanziale: una mappa accurata riduce drasticamente il tempo di dwell durante il movimento laterale e aumenta la precisione dell'exploitation. Quattro gruppi documentati e una campagna dimostrano quanto la topologia sia un asset ricercato, talvolta condiviso o venduto ad altri attori.

In un esercizio red team la mappatura della topologia parte dalla superficie esterna e prosegue, dopo l'accesso iniziale, verso l'interno. La regola operativa è procedere in modo lab-safe, con scope autorizzato e senza toccare dispositivi di produzione critici.

Sulla fase esterna si combinano OSINT e scansione a bassa intensità. Strumenti come Shodan (freemium) e Censys (freemium) rivelano host esposti, banner di router e apparati perimetrali senza inviare pacchetti alla vittima. Per la ricostruzione dei percorsi di rete pubblici, traceroute su Linux/macOS e tracert su Windows evidenziano hop intermedi e gateway. Un mapping più strutturato si ottiene con Nmap (open source):

nmap -sn 10.0.0.0/24

per l'host discovery, e

nmap --traceroute -O 10.0.0.0/24

per inferire percorsi e sistemi operativi degli apparati. La visualizzazione grafica si fa con Zenmap o esportando in formato per NetworkX.

Dopo il foothold, l'attività si sposta all'interno. Un pattern osservato nel gruppo Salt Typhoon consiste nell'estrarre file di configurazione dagli apparati compromessi per dedurre segmenti upstream e downstream. In laboratorio questo si simula recuperando le running-config: su un dispositivo Cisco show cidp neighbors e show ip route rivelano vicini e tabelle di routing, mentre l'analisi offline dei file di config espone VLAN, ACL e interfacce trunk. Su host Windows compromessi, arp -a, route print e netstat -rn restituiscono la vista locale dei segmenti raggiungibili; su Linux/macOS gli equivalenti sono ip neigh, ip route e netstat -rn.

Per la simulazione di reti IoT/OT o segmenti industriali, Nmap con script NSE mirati e strumenti di discovery passivi come arp-scan (open source) mappano gli apparati senza scansioni aggressive. La campagna Anthropic AI-orchestrated Campaign ha dimostrato l'automazione dell'intero processo: un agente orchestrato costruiva la topologia completa spezzando il compito in micro-task. Un red team maturo può replicare questo approccio con orchestratori di task, ma il valore didattico resta nel comprendere come i frammenti (traceroute, ARP, config, routing) si compongano in una mappa coerente sfruttabile per movimento laterale e privilege escalation.

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