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Log4j: non c’è 2 senza 3
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Log4j: non c’è 2 senza 3

news 21 Dicembre 2021 Visite: 11431

Avevamo già parlato di uno scivolone simile operato da Microsoft, e in qualche misura avevamo predetto la inevitabilità di eventi di tal genere. 

Con la versione 2.15 di log4j appena rilasciata (che ci aveva tranquillizzato), ecco emergere la conoscenza di differenti mutazioni dell’attacco, ed in particolare un vettore di attacco che potrebbe sfruttare Log4Shell rompendo anche il limite dei soli servizi esposti in rete come obiettivi possibili. In questo caso, tramite un server vulnerabile (strategia watering hole), un attaccante potrebbe fare innescare tramite un URL l’attivazione (silente all’utente) di una Javascript WebSocket al caricamento della pagina e porre questa in comunicazione con una destinazione esterna tramite una connessione JNDI: questo perché le WebSocket non rispettano la Same-Origin-Policy. A differenza di altre varianti osservate, questo caso è solo una PoC, quindi una idea e non una certezza, ma un brivido corre lungo la schiena. 

Ma ancora una volta non si fa

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OWOWA: furto di credenziali in grande stile tramite Outlook sul Web
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OWOWA: furto di credenziali in grande stile tramite Outlook sul Web

news 16 Dicembre 2021 Visite: 10313

Molte realtà hanno la cattiva abitudine di amministrare le proprie infrastrutture direttamente da Internet, esponendo interfacce amministrative direttamente nel cyberspazio e così facendo esponendosi alle potenziali ed inevitabili conseguenze. 

È quello che è stato possibile per un lungo periodo e su differenti versioni (dalla 2010 alla 2019 upd 4) di Microsoft Exchange Server per la vulnerabilità CVE-2020-0688 (di cui Microsoft ha rilasciato correzione nel febbraio del 2020) quando si rendesse esposto Exchange Control Panel (ECP, uno degli strumenti amministrativi Web che si sono susseguiti nella storia evolutiva di Exchange). Questo poteva rendere possibile, mediante la precedente vulnerabilità (Microsoft Exchange Memory Corruption Vulnerability), di ottenere una remota code execution (RCE). 

La medesima strategia è stata ora utilizzata in un nuovo attacco sviluppato a partire dall’esecuzione remota di uno script PowerShell capace di impiantare un modulo per Internet Information Services (IIS, la suite di software per server Web/hosting Web di Microsoft) con

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La terza vulnerabilità più grave del decennio
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La terza vulnerabilità più grave del decennio

news 13 Dicembre 2021 Visite: 11747

Non si rammentava una vulnerabilità così grave dalla scoperta di Heartbleed (che permetteva di ottenere informazioni da protocollo sicuro come SSL/TLS) e Shellshock (che consentiva di eseguire codice su una macchina remota attraverso la Bash shell). 

Non solo per gravità, ma anche in termini di dimensione. 

La nuova vulnerabilità raggiunge infatti un Base CVSS Score tondo tondo di 10.0; si tratta della vulnerabilità censita come CVE-2021-44228 e che colpisce la libreria Log4j, software della Apache Foundation per la gestione dei messaggi di log nelle applicazioni Java. 

Ma la dimensione del fenomeno è straordinaria vista anche la condizione di utilizzo di questa libreria: si tratta infatti della libreria più utilizzata in assoluto dalle applicazioni web per la gestione delle registrazioni eventi (log) in questo contesto, pertanto il numero di implementazioni concrete è certamente esplosivo. 

Inizialmente individuata sui server del gioco Minecraft, è stata poi individuata su server di altri giochi come Steam, ma anche più minacciosamente sui server di Apple iCloud, e chissà dove altro ancora. 

Mentre è chiaro lo sfruttamento possibile sui

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Ancora una volta dispositivi IoT catturati in una botnet
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Ancora una volta dispositivi IoT catturati in una botnet

news 09 Dicembre 2021 Visite: 10212

Non si ferma lo sfruttamento di dispositivi IoT (Internet of Things) per la costituzione di botnet. 

Benché già nota e corretta dal vendor, una vulnerabilità consente ancora oggi l’assorbimento in una botnet di numerosi dispositivi ancora vulnerabili di prodotti NVR (Network Video Recorder) di Hikvision, un grande produttore di prodotti di videosorveglianza con base in Cina. 

La campagna è ancora molto attiva e viene portata avanti mediante una botnet derivazione della conosciutissima Mirai e nota con il nome di Moobot. 

Come rilevato dai ricercatori di FortiGuard Labs, la botnet di questa campagna sfrutta una vulnerabilità nota dei prodotti Hikvision (CVE-2021-36260) che consente l’esecuzione remota di codice (RCE), pertanto è ovvio che, come primo obiettivo dello sfruttamento della stessa, la prima azione applicata contro l’obiettivo sia quella di iniettare il malware Moobot stesso per la propagazione della botnet stessa. L’assimilazione è così avvenuta, ed il destino del dispositivo è così legato alla botnet. 

Moobot, abbiamo detto, è una variante di Mirai (storico malware open-source e potentissima botnet per IoT) con tracce del codice Satori (una delle varianti Mirai note), ma

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Sul filo della paura: ora tocca a Omicron
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Sul filo della paura: ora tocca a Omicron

news 06 Dicembre 2021 Visite: 9790

Non bastava la minaccia reale? Ora la paura torna a correre anche nel cyberspazio. 

Ancora non è chiara la vera natura della nuova variante Omicron del SARS-CoV-2 (noto a tutti come COVID-19), che già si fa ben evidente la rinnovata virulenza degli agenti di minaccia che intendano sfruttare la pandemia e la paura che ne consegue per i loro sporchi affari. 

La pandemia è terreno di differenti scontri ideologici che tutti noi conosciamo, ma fuori dai riflettori dei canali mainstream è successo ben altro: con l’abilità che li contraddistingue e la facile debolezza di molti indotti dal senso di ansia che attanaglia il mondo, gli agenti di minaccia si sono fin da subito contraddistinti in ingegnose campagne di attacco a tema COVID-19, con tecniche classiche di ingegneria sociale. 

Già con l’arrivo dei primi vaccini non sono mancate campagne a tema, così come quando è stato lanciato il Covid Pass (per noi Green Pass). Si pensi che in soli 3 mesi a cavallo tra il 2020 e il 2021 si è avuto un incremento pari al 26% delle campagne a tema Covid (fonte Barracuda Networks) e oltre 290 domini pericolosi che

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Anche i vendor sbagliano
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Anche i vendor sbagliano

news 03 Dicembre 2021 Visite: 10525

Le procedure di sviluppo software possono facilmente fallire nel garantire la qualità del prodotto quando si procede “in emergenza”, ossia per correre ai ripari rispetto a qualche anomalia riscontrata nel software, in special modo quando questa anomalia riguarda la sicurezza. 

Il fallimento è ancora più grave quando, per correggere un problema, se ne introduca un altro. 

È esattamente quello che è capitato a Microsoft lo scorso mese, quando è incappata in un simile errore durante la soluzione di un altro problema di sicurezza. In particolare le correzioni che si intendeva porre, pur correggendo il problema originale, hanno introdotto (con la patch rilasciata a novembre) un ulteriore problema di sicurezza relativamente al software Windows Installer, problema nel medesimo dominio ma non correlato al precedente bug risolto da Microsoft. Diciamo che la soluzione applicata al precedente problema non è stata semplicemente “di livello adeguato”. 

La vulnerabilità 0-Day derivante (ed il conseguente probabile exploit) in entrambi i casi si sono esplicitati in una possibilità di elevare il privilegio attraverso

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Android: ogni store serve il proprio malware
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Android: ogni store serve il proprio malware

news 29 Novembre 2021 Visite: 10378

Il panorama Android è variegato: la particolare licenza di questo sistema ha consentito a ciascun produttore di dispositivi mobile di costruire la propria isola felice, stringendo attorno a sé la propria clientela con servizi specifici. Tra questi anche gli store per la distribuzione di software (app). Per questo motivo, quando si parla di Android e dei software disponibili, non si può prescindere dall’esistenza di differenti canali di distribuzione. Questo risulta in una difficoltà evidente nel tracciare la presenza di malware nel panorama Android quando questi vengano diffusi mediante trojanizzazione della app diffuse via store: è necessario eseguire ricerche per ciascuno store (Google, Samsung, Huawei, ecc). 

Questa volta è toccato all’AppGallery di Huawei, non nuova a queste minacce (in aprile furono individuate applicazioni contenenti il trojan Joker, infettando più di 500 mila dispositivi): il malware in questo caso è stato denominato Android.Cynos.7.origin. 

Il nome deriva dal fatto che Android.Cynos.7.origin è una variante della piattaforma malware Cynos per la trojanizzazione delle app Android, già nota agli

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AbstractEmu: malware di rooting colpisce ancora
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AbstractEmu: malware di rooting colpisce ancora

news 25 Novembre 2021 Visite: 10404

Il sistema operativo mobile di Google, Android, negli ultimi anni ha raggiunto quella maturazione che ha consentito questo di tenere lontano la minaccia costituita dai malware con capacità di rooting. 

Questa capacità consente ad un malware di ottenere il privilegio amministrativo all’interno del sistema operativo, ossia concede autorizzazioni al malware che gli consentono di eseguire azioni, di modificare impostazioni e persino installare altro software (malware). In questo modo si arriva al cuore del sistema, e garantisce al malware (e quindi all’attaccante) un controllo assoluto. 

La pericolosità di questo tipo di malware è estrema: questo arsenale consente ad un agente di minaccia di condurre attacchi micidiali e mirati, in particolare godendo della capacità di violare le informazioni sensibili e/o la privacy della vittima arrivando alla sorveglianza della stessa (audio, video, GPS, ecc). 

È del tutto evidente che la ricerca di nuove opportunità per questa forma di minaccia non sia stata abbandonata. Pertanto il periodo di calma apparente non è stato

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Brutte abitudini nella scelta delle password
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Brutte abitudini nella scelta delle password

news 23 Novembre 2021 Visite: 10230

Lascereste la chiave di casa sotto lo zerbino? 

Probabilmente no, eppure avere una password debole per servizi online o per il proprio PC di casa (o al lavoro) è una operazione del tutto equivalente. Equivalente perché nel mondo digitale non è necessario possedere fisicamente la chiave di accesso, ma è sufficiente conoscerne il valore, lo scritto, insomma averne una “copia”, esattamente come potrebbe fare un ladro con un calco pur lasciando ancora lì, sotto lo zerbino, la vostra chiave, lasciandovi tranquilli e orgogliosi del nascondiglio “perfetto”. 

È naturale che il paragone non sia immediato per i più che si accostano al mondo digitale, ma ad oggi le grida di allarme sul rischio delle “password deboli” sono ormai quotidiane, e tutti questi messaggi dovrebbero aver raggiunto una qualche capacità di persuasione. Ed invece no. 

Ma cosa è una password debole? Una password debole è una password (ossia una parola che, in teoria, dovrebbe essere segreta, ossia conosciuta solo da noi) che un

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Quanto vale la paura?
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Quanto vale la paura?

news 18 Novembre 2021 Visite: 10136

È possibile sfruttare economicamente la paura?

Sembrerebbe proprio di sì.

La paura è questione irrazionale e può essere stimolata da false conoscenze, miti e quanto altro possa influenzare la psiche della vittima. Cosa c’è di meglio di infliggere paura utilizzando la cattiva fama derivante da esperienze negative altrui?

Facile, immediato, economico.

È quanto sta succedendo nel mondo dei blog costituiti su tecnologia WordPress: questa piattaforma CMS open-source è stata infatti presa di mira da agenti di minaccia che sfruttano la diffusa (ormai) paura dei ransomware, ovvero quella tipologia di malware che blocca l’accesso ai dati della vittima (mediante crittografia) pretendendo un riscatto (in crittovaluta) per lo sblocco (non sempre certo).

Abbiamo detto che attaccano “sfruttando la

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  1. BotenaGo: il malware open-source contro i dispositivi IoT
  2. Nuovo spyware minaccia i sistemi Android
  3. Attori malevoli rubano 55 milioni dalla piattaforma decentralizzata BZX
  4. Prove a conoscenza zero!

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